Il caso della morte di Narcos, il cane simil Pit Bull ucciso durante un controllo antidroga ad Ancona, è entrato nella fase più delicata. Un poliziotto risulta indagato per uccisione di animale. La Procura cerca ora di ricostruire distanza di sparo, numero dei colpi e soprattutto dove si trovi il corpo dell’animale.

L’indagine emersa durante l’incidente probatorio

È indagato per uccisione di animale il poliziotto che, il 14 settembre scorso, in un parco pubblico di Ancona, sparò a Narcos durante un’operazione antidroga. Il cane era fuggito dal guinzaglio della proprietaria, una ragazza di 20 anni, avvicinandosi agli agenti impegnati nel controllo.

L’indagine, aperta dopo la denuncia sporta ai carabinieri dalla proprietaria e dal suo legale Rino Bartera, è emersa durante l’incidente probatorio fissato davanti alla giudice per le indagini preliminari Sonia Piermartini. Il fascicolo è affidato al pm Marco Pucilli, che ha chiesto una perizia per cristallizzare elementi utili in vista di un eventuale processo. Obiettivi principali sono stabilire la distanza da cui è stato premuto il grilletto e quanti colpi l’agente abbia sparato.

I consulenti e il nodo della carcassa