Le elezioni regionali avranno forse pure trasmesso qualche scossa di insicurezza alla maggioranza e in particolare a Fratelli d’Italia tanto da farli correre a mettere mano alla legge elettorale “per avere governi stabili”, eterna giustificazione quando c’è da cambiare le regole del gioco. La situazione del consenso per i vari partiti, tuttavia, resta grossomodo invariata, almeno stando al sondaggio mensile che Ipsos pubblica sul Corriere della Sera. Ci sono però diversi spunti di riflessione.
Fratelli d’Italia non si smuove dal 28 per cento, secondo i dati dell’istituto diretto da Nando Pagnoncelli. Da quelle parti sì che c’è stabilità: è lo stesso valore registrato a ottobre, ancora prima a luglio e – decimale più decimale meno – è la cifra che il partito della presidente del Consiglio ha ottenuto alle Europee di oltre un anno fa. Qui si può aprire una parentesi: se il partito regge il colpo dopo 3 anni di governo, maggiori oscillazioni ce l’ha il consenso personale della premier Giorgia Meloni. A novembre, secondo Ipsos, è aumentata la percentuale di voti negativi (dal 50 al 52 per cento in un mese) e diminuita la quota di quelli positivi (dal 40 al 37 per cento nello stesso periodo). L’indice di gradimento, per Ipsos, si attesta al 42 per cento contro il 43 di luglio e il 44 di ottobre.








