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Il cantautore si aperto sulle pagine del Corriere parlando della sua rinascita dopo la rottura con l'ex manager

"La mia è una storia articolata e complessa con un sottotesto di manipolazione, di costrizione a una realtà che non esisteva". Cesare Cremonini è senza filtri sulle pagine del Corriere, dove ha parlato apertamente della sua rinascita dopo la rottura con l'ex manager. Nella lunga intervista concessa al quotidiano il cantautore bolognese ha svelato di essersi sentito privato della libertà di fare musica come desiderava da molti anni. Una libertà riconquistata con l'ultimo album "Alaska baby", uscito nel 2024, che ha segnato il suo secondo esordio.

"Il mio ex manager Walter Mameli è stato il mio scopritore, ma mi ha anche imprigionato: vivevo in un castello dorato, però mi era negata la possibilità di avere a che fare con qualunque essere umano che facesse parte del mio ambiente". Quella fatta da Cremonini è una vera e propria confessione a sorpresa. Mai l'artista aveva parlato della complicata vicenda con il suo ex manager, che invece ha segnato profondamente la sua carriera: "Quando me ne sono liberato, è stata una rottura difficile. Sto riprendendo possesso di me, con calma ma con grandi risultati. Questa nuova apertura verso il mondo mi fa sentire un esordiente. Le collaborazioni con Luca Carboni, Elisa, Lorenzo Jovanotti derivano da un enorme fallo di reazione a una costrizione gigantesca".