Quando la coppia appena tornata dal viaggio di nozze ha aperto la porta di casa, non immaginava certo di trovarsi davanti a una scena da melodramma felino: il gatto Josephine avanzava piano, con una zampina sollevata, lo sguardo accusatorio tipico di chi si sente tradito. Nessun rumore, nessun miagolio insistente: solo quella zoppia ostentata, lenta, calibrata. Un comportamento talmente convincente da far pensare subito a un infortunio serio avvenuto in loro assenza.
Nei giorni con la cat sitter, Josephine non aveva mostrato alcun problema. Così, preoccupati, i novelli sposi non hanno avuto dubbi: dovevano portarla immediatamente dal veterinario. Solo più tardi avrebbero scoperto che la verità era molto diversa da quella immaginata.
La diagnosi del veterinario
A una prima analisi approfondita, il veterinario non ha riscontrato gonfiore, dolore alla palpazione o segni evidenti di trauma. Per scrupolo ha prescritto un blando antidolorifico, ipotizzando una possibile infiammazione dei tessuti molli. Ma la scena si è ripetuta identica anche durante un secondo controllo, eseguito da un’altra professionista: Josephine era sana come un pesce. È stato allora che ai proprietari è sorto il sospetto che nessun evento traumatico avesse colpito la loro gatta. Anzi: che forse fosse stata proprio lei a mettere in scena la “sofferenza”.






