"La gara c'è stata, è stata fatta.

È ovviamente collegata ai costi del 2025. Ma i costi dei materiali, dell'acciaio, del cemento, dell'energia non sono i costi di 10 anni fa. Questo non perché è cambiato il progetto, ma perché è cambiato il mondo. Non è cambiato strutturalmente il progetto, che anzi migliora e migliorerà ulteriormente. Sono cambiati i costi dei materiali dell'energia delle materie prime. Rifare un'altra gara significa dire di no al ponte. L'obiettivo è aprire il cantieri nel 2026". A dirlo è il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini.

Il ministro, in videocollegamento con il Convegno "Connessioni Mediterranee - Nuovo bilancio europeo porti, ponte e politiche per il Sud", organizzato nell'ambito del Festival Euromediterraneo dell'economia e dal quotidiano "L'Altravoce", in corso a Reggio Calabria, ha poi evidenziato che "abbiamo 230 miliardi di euro di opere pubbliche finanziate e cantierate in Italia, 22 miliardi in Calabria, 22 miliardi in Sicilia. Il ponte come manufatto è meno della metà dell'investimento totale dei 13 miliardi e mezzo. Stiamo parlando di 5 o 6 miliardi a fronte di più di 200 miliardi di opere pubbliche aperte in Italia, e Calabria e Sicilia da sole fanno 45 miliardi".