Aoltre 9 mesi dalla tragedia di Acerra, la relazione autoptica depositata in Procura svela come è morta la piccola Giulia Loffredo. Le conclusioni dei consulenti medico-legali e veterinari forensi segnano un punto fermo: non c’è stata alcuna frattura del collo, e non emergono elementi compatibili con un attacco predatorio. Il decesso è stato causato da una singola presa al collo, un trauma acuto e immediatamente fatale, dalle fauci del cane Tyson. Emerge così ancora più nettamente la mancanza di vigilanza da parte del padre Vincenzo, indagato per omicidio colposo, mentre rimane l’incognita di cosa lo abbia innescato: un pianto, una caduta dal letto o chissà cos’altro.
Una dinamica istantanea
Secondo l’analisi tecnica, il cane avrebbe esercitato una compressione con i denti “forte abbastanza” da produrre una lesione incompatibile con la vita di un neonato, ma senza le caratteristiche tipiche di un’aggressione violenta o ripetuta. Nessun segno di attacco prolungato, nessuna pluralità di morsi, nessuna traccia che rimandi al comportamento predatorio. Si tratterebbe piuttosto di una reazione improvvisa, potenzialmente scatenata da un movimento della bambina, da una condizione di forte eccitazione o confusione dell’animale. Gli esperti precisano che non sarebbe stato possibile salvarla: la lesione ha avuto effetto immediato e non lasciava margini di intervento.






