Il piano di pace per l’UcrainaPrima valutazione positiva da parte del Cremlino, ma è prematura parlare di soluzione vicina. Accese polemiche per la telefonata di ottobre in cui l’inviato di Trump suggerì ai russi le mosse da compieredi Antonella Scott27 novembre 2025Non sarà il Giorno del Ringraziamento a benedire un accordo di pace per l’Ucraina, come avrebbe voluto Donald Trump: ma almeno la diplomazia ripartirà la settimana prossima da un testo concreto, frutto del lavoro dei negoziatori americani e ucraini che hanno reso accettabili per Kiev le proposte del cosiddetto piano Witkoff-Dmitriev in 28 punti, sbilanciato a favore di Mosca e ormai uscito di scena. La Russia, ha spiegato ieri Jurij Ushakov, primo consigliere di Vladimir Putin per gli Affari Esteri, ha preso visione dell’ultima versione del piano rivisto e per alcuni aspetti ne dà una valutazione positiva. Molti altri elementi, ha però aggiunto il diplomatico, richiedono analisi e discussioni approfondite tra esperti. Come ha puntualizzato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, dopo giorni di negoziati ora c’è «un punto di partenza».Le note positive finiscono qui: soprattutto perché il nuovo piano – non ancora reso pubblico – lascerebbe tra parentesi le due questioni più spinose: il destino dei territori ucraini occupati o comunque già annessi alla Federazione Russa, e il futuro legame tra Ucraina e Alleanza Atlantica. Punti che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, avrebbe voluto discutere in questi giorni con Trump nella speranza di allontanarlo dalle concessioni a Mosca sottoscritte nella prima versione del piano: ritiro ucraino dall’intero Donetsk, rinuncia costituzionale all’ingresso nella Nato.Ed è a questo punto che Trump si è tirato indietro, abbandonando la scadenza da lui stesso fissata e partendo per il lungo weekend di Thanksgiving senza programmare un incontro con Zelensky e avvertendo – su Truth Social – che sarà pronto a incontrare il presidente ucraino o Putin solo a fronte di un accordo di pace finale, o in dirittura d’arrivo. «Per me la scadenza è quando sarà finita», ha detto ai giornalisti in viaggio verso Mar-a-Lago. Aggiungendo che sul campo di battaglia la Russia appare in vantaggio, e che all’Ucraina conviene accettare un’intesa visto che «in un paio di mesi la Russia potrebbe comunque conquistare altro territorio».Parlare di una soluzione vicina è prematuro, ha chiarito Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino. Mentre Ushakov considera «assolutamente non necessario» il coinvolgimento di rappresentanti europei nel negoziato, la Russia è però sempre ben attenta a non respingere apertamente un’iniziativa approvata da Washington, guadagnando intanto altro tempo – e altro terreno al fronte - ma continuando a escludere concessioni russe e senza introdurre nuovi elementi di disponibilità che potrebbero far scattare una possibile soluzione, soprattutto sui due punti più controversi. E giocando in casa, ora che il compito di riprendere le fila del negoziato spetta a Steve Witkoff, incaricato da Trump di tornare a Mosca per incontrare Putin la settimana prossima.Su Witkoff, tuttavia, è bufera a Washington per la diffusione del contenuto di un colloquio tra l’inviato americano e Ushakov: una telefonata del 14 ottobre che ne mette in dubbio l’equidistanza come mediatore.
Mosca apre a nuova bozza Usa, bufera su telefonata di Witkoff
Prima valutazione positiva da parte del Cremlino, ma è prematura parlare di soluzione vicina. Accese polemiche per la telefonata di ottobre in cui l’inviato di Trump suggerì ai russi le mosse da compiere














