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Lo scorso 8 novembre, per pochi minuti, sul sito di MediaWorld è comparsa un’offerta che permetteva ai possessori della carta fedeltà di acquistare un iPad Air da 13 pollici a 15 euro, un prezzo platealmente inferiore rispetto agli 879 euro di listino. Alcune persone, non è chiaro quante, sono riuscite ad approfittarne e hanno completato l’ordine. Undici giorni dopo, MediaWorld ha inviato un’email agli acquirenti spiegando che si era trattato di un errore «tecnicamente macroscopico e riconoscibile». L’azienda ha proposto due alternative: pagare altri 619 euro per tenere l’iPad, applicando uno sconto di 150 euro come forma di scusa, oppure restituire il prodotto.

Sulla questione è intervenuto Massimiliano Dona, avvocato e presidente dell’unione nazionale consumatori, che ha spiegato in un video pubblicato sui suoi canali social come funziona giuridicamente l’annullamento di un contratto in casi del genere. Secondo Dona, la possibilità per il venditore di annullare l’ordine dipende dalla riconoscibilità dell’errore da parte del consumatore. Non basta dunque che ci sia stato un errore: occorre dimostrare che l’acquirente fosse in grado di accorgersene e che abbia approfittato consapevolmente della situazione.