BORGO VALBELLUNA (BELLUNO) - Le bare così piccole, cosi candide, non dovrebbero neppure esistere. Quella di Ludovica Nessenzia, ieri pomeriggio, ha fatto piangere, e non metaforicamente, un'intera comunità. Eppure al funerale c'era anche del sereno nella volontà di guardare avanti, con mazzi di palloncini bianchi e rosa che -all'uscita, creando una sorta di stradina, seguita dal volo nel cielo- hanno accompagnato la bambina di due anni in un'ultima gioiosa passeggiata verso il cimitero di Marcador. Impossibile quantificare le persone che hanno voluto esserci: centinaia certo, la chiesa arcipretale "Beata Vergine Maria addolorata" era gremita. E piena di gente, nel silenzio, l'antistante piazza di Mel, comune di Borgo Valbelluna. Tant'è che, a dare una mano nell'organizzare al meglio, e ordinatamente, la cerimonia, c'erano gli alpini, i volontari del Protezione civile, i carabinieri in congedo.
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Straziante l'arrivo della bara: sopra solo un mazzolino, semplice. Niente corone o cestini di fiori: mamma Martina e papà Renzo lo hanno ribadito con un biglietto, posto sul tavolino al di fuori della chiesa, che così recita: "Per Ludovica realizzeremo un parco giochi, e ogni vostra offerta sarà un aiuto per costruirlo". Il nome del parco del futuro è già deciso: "Sorridendo per la LudoVita". A celebrare il rito funebre è stato don Michele Maiolo, affiancato da don Massimiliano Zago, sacerdoti della diocesi di Vittorio Veneto, di cui fa parte Borgo Valbelluna: «Ludovica non è da sola, Gesù la sta coccolando» ha rassicurato i genitori, gli amici, i parenti tutti che vivono nello strazio della perdita.






