Il governo bulgaro, sotto la pressione della protesta popolare, ha deciso di ritirare la bozza della finanziaria per il 2026 inoltrata in parlamento, con l'intenzione di ripristinare il dialogo con datori di lavoro e sindacati.
Lo ha dichiarato oggi ai giornalisti il premierRossen Zhelyazkov, esponente del partito conservatore Gerb che ha vinto le ultime elezioni nell'autunno del 2024, senza tuttavia riuscire a ottenere la maggioranza nel parlamento.
Per questo si è affidato a una coalizione con i socialisti e i populisti del partito 'C'è un popolo come questo'.
"Ci siederemo al tavolo delle trattative, cercheremo di ripristinare il dialogo con sindacati e datori di lavoro per raggiungere parametri macroeconomici di bilancio che soddisfino le imprese e la società. Il governo richiederà un credito di fiducia alle parti sociali per rendere la procedura di bilancio 2026 trasparente e soddisfacente per tutti", ha spiegato il premier. A suo dire l'esecutivo non lascerà che il paese entri in una spirale politica di incertezza e instabilità alla vigilia dell'ingresso della Bulgaria nell'eurozona, previsto per il primo gennaio 2026. Poco prima della dichiarazione di Zhelyazkov, il leader del Gerb Boyko Borissov aveva dichiarato di aver chiesto il ritiro della bozza in quanto "c'è logica e ragione in alcune delle richieste di revisione". Il passo indietro dei governanti è stato dettato dalla protesta di massa di ieri sera nella piazza davanti al parlamento contro la prevista votazione della finanziaria. Alla protesta hanno partecipato migliaia di persone che hanno bloccato tutti gli ingressi dell'edificio del parlamento, impedendo ai deputati di uscire dall'edificio fino a tarda notte. Nel corso della protesta degli oppositori, caratterizzata da incidenti con la polizia, tre agenti sono rimasti feriti da petardi e bottiglie di vetro lanciati dai manifestanti. Nei giorni scorsi il governo aveva inoltrato in parlamento una bozza della finanziaria senza aver svolto consultazioni con sindacati e datori di lavoro.










