La procura di Roma ha chiesto il giudizio immediato per Charles Francis Kaufman, accusato del duplice omicidio della figlia Andromeda e della compagna Anastasia Trofimova, e di occultamento di cadavere. Ora l’americano rischia l’egastolo. I corpi delle due vittime erano stati trovati il 7 giugno scorso dentro il parco di villa Pamphili. Per i magistrati di piazzale Clodio, nell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pubblico ministero Antonio Verdi, non ci sono dubbi: Kaufman avrebbe ucciso la donna e la bambina e poi nascosto i cadaveri tra la vegetazione. Ora si trova nel carcere di Rebibbia, dopo l’estradizione dalla Grecia, dove era stato rintracciato alcuni giorni dopo.

Delitti Villa Pamphili, l’ultimo affronto di Kaufman: “Anastasia? Sarà in Spagna a prostituirsi”

di Andrea Ossino

08 Settembre 2025

La storia, però, comincia prima. Kaufman era arrivato a Roma passando da Malta, dopo uno sbarco irregolare in Sicilia a bordo di un catamarano. Usava un nome diverso: Rexal Ford. Diceva di essere un regista, con conoscenze nel mondo del cinema. Era riuscito persino ad accedere ai fondi del tax credit: oltre ottocentomila euro riconosciuti dal ministero della Cultura alla società Coevolutions per un progetto cinematografico presentato a suo nome. In realtà non ha visto un euro. A Roma aveva tentato anche la strada del canto, presentandosi al Teatro dell’Opera in cerca di un’audizione. Nessuna esperienza reale, solo un cognome che evocava quello del tenore Jonas Kaufman.