In mezzo a un piccolo branco di gattini raccolto tra le sterpaglie, c’era un cucciolo che non si muoveva come gli altri. Non sgattaiolava, non barcollava, non tentava quei primi passi incerti tipici dei neonati. Lui osservava. Con un orecchio sempre drizzato, vigile, come se stesse decifrando il mondo un suono alla volta.
Eppure, ogni volta che mamma gatta si sdraiava, quel micetto arancione faceva di tutto per raggiungerla: con le zampe anteriori scavava il terreno, trainava il corpo, si infilava sotto il suo petto in cerca di calore. Lei non lo allontanava. Lo accoglieva, anche se non era suo figlio.
Una famiglia nata dal caso
Quando i volontari di Tails High hanno messo in sicurezza quella cucciolata, hanno capito subito che quel gatto speciale non faceva parte di quella cucciolata. Era più grande, con lineamenti più marcati. La sua madre biologica non c’era più, scomparsa. E così Recess lo aveva semplicemente preso con sé. Il cucciolo si era affidato a lei senza esitazioni, come soltanto i piccoli sanno fare. Simon era in parte paralizzato per una lesione alla colonna vertebrale. Eppure nulla, proprio nulla, nella sua indole lasciava spazio alla rassegnazione.
Un gatto speciale






