Sono in aumento in Italia i Ppa, i power purchase agreements: contratti di fornitura di energia a lungo termine con prezzi concordati al di fuori della borsa elettrica. «Il 2025 si è dimostrato un anno particolare per i Ppa», spiega David Battista, analista responsabile di energia rinnovabile e stoccaggi elettrochimici di Pexapark, società di analisi con base in Svizzera. «Nei mercati europei che consideriamo maturi, come Germania, Regno Unito, Olanda, c’è stata una forte riduzione dei volumi contrattualizzati, anche dell’80-90%. Il trend che vedevamo alla fine dell’anno scorso si è consolidato. Ci sono però due eccezioni: Spagna e Italia. La Spagna per questioni di scala: il mercato Ppa era già stabilizzato, gli oltre 3 GW contrattualizzati quest’anno tra gennaio e settembre sono in linea con i numeri del 2024. L’Italia registra invece un significativo incremento di contratti resi noti, con 723 MW nel primo trimestre per 14 Ppa, 465 nel secondo per 6 accordi e 369 MW nel terzo per 10. Il totale è di 1,55 GW nei primi nove mesi dell’anno, con 30 contratti, contro l’1,05 GW dell’intero 2024, con 39 contratti. La dimensione è pure aumentata e in Italia quest’anno è stato siglato uno dei più grandi Ppa di sempre, da 420 MW, annunciato da Enfinity Global con un’azienda tecnologica statunitense. Sembra un vero e proprio cambio di rotta, nonostante il rallentamento tra un trimestre e l’altro», spiega sempre Battista.