La 'grande sacerdotessa', interpretata dall'attrice ellenica Mary Mina, ha acceso la torcia con la fiamma olimpica.

L'accensione è avvenuta nel museo archeologico, di fronte alla suggestiva statua in marmo della Nike di Peonio, risalente al 420 a.C. circa. A causa della pioggia che è caduta negli ultimi giorni, non è stato possibile ottenere oggi la fiamma con l'uso dello specchio parabolico, che concentra i raggi del sole, previsto dal rito tradizionale. La fiamma era stata accesa durante una prova della cerimonia lo scorso lunedì, in un giorno soleggiato, ed è stata tenuta in serbo per oggi.

LA CERIMONIA DI ACCENSIONE DELLA FIACCOLA AD OLIMPIA

La 'grande sacerdotessa' ha offerto la fiamma al primo tedoforo, il canottiere Petros Gaidatzis, bronzo Olimpico a Parigi 2024, che ha acceso la fiaccola di Milano-Cortina. Battezzata "Essenziale", per il suo design minimalista, la fiaccola è composta da una lega di alluminio e ottone riciclati dal peso di 1060 grammi, ed evidenzia la "purezza" della fiamma e il suo alto valore simbolico. All'atleta è stato porto anche un ramoscello di ulivo, simbolo di pace e di fraternità tra i popoli.

Nel cortile del museo la campionessa azzurra Stefania Belmondo ha affiancato Gaidatzis e insieme hanno continuato la staffetta della fiaccola olimpica. L'ex fondista cuneese, è una delle atlete italiane più titolate nella storia dei Giochi, con dieci medaglie olimpiche conquistate in carriera, tra cui spiccano i due ori vinti, a dieci anni esatti di distanza l'uno dall'altro, ad Albertville 1992 e a Salt Lake City 2002.