Donald Trump continua a mostrarsi energico e instancabile davanti a telecamere, giornalisti e folla, ma un’inchiesta del New York Times rivela una realtà più sfumata. Tra palpebre pesanti, giornate più brevi e segni di affaticamento, la routine del presidente sembra meno intensa di quanto l’immagine pubblica suggerisca.
Nel 2017, durante il suo primo mandato, Trump aveva partecipato a 1.688 eventi pubblici fino a novembre. Quest’anno, invece, ne registra solo 1.029, con un calo del 39%. Le giornate lavorative sono più brevi: inizia dopo mezzogiorno e chiude intorno alle 17, mantenendo lunghe ore di “executive time” nella residenza privata prima di scendere in ufficio.
Anche in pubblico emergono segnali di stanchezza. Il 6 novembre, le telecamere lo mostrano con le palpebre pesanti, apparentemente assopito per alcuni secondi durante un evento nello Studio Ovale. Si rianima solo quando un ospite sviene accanto a lui. Episodi isolati, certo, ma che colpiscono perché il presidente ha costruito tutta la sua immagine politica attorno a vitalità e resistenza.
Trump ha parlato di una risonanza magnetica svolta a Walter Reed, fornendo però versioni vaghe e talvolta contraddittorie. A complicare il quadro, un livido sulla mano destra che il presidente copre con il trucco, spiegando si tratti di aspirina e strette di mano.









