Revolut vale più di Barclays. L'applicazione britannica che permette di gestire i soldi dallo smartphone è diventata più preziosa di una banca tradizionale con oltre trecento anni di storia, filiali in tutto il mondo e decine di migliaia di dipendenti. Revolut ha costruito negli anni un ecosistema digitale aggiungendo servizi finanziari uno dopo l'altro. Oggi offre conti correnti, investimenti in borsa, trading di criptovalute e assicurazioni attraverso una sola piattaforma. Gli investitori scommettono che il modello digitale, senza filiali fisiche e con costi ridotti, rappresenti il futuro del settore bancario. L'ultima vendita di azioni è stata destinata a grandi fondi e aziende come Nvidia (attraverso il suo fondo di venture capital, Nventures), Coatue, Greenoaks, Dragoneer e Fidelity e ha assegnato all'azienda una valutazione di 75 miliardi di dollari, posizionandola tra le società tecnologiche private più preziose al mondo.Come una carta prepagata è diventata un impero da 75 miliardiLa storia di Revolut spiega come una semplice applicazione sia riuscita a competere e superare banche secolari. Nel 2015 Nik Storonsky e Vlad Yatsenko, due ex trader di grandi banche d'investimento come Credit Suisse e Lehman Brothers, hanno lanciato una carta prepagata per risolvere un problema concreto: chi viaggiava all'estero pagava commissioni salatissime per cambiare valuta. La loro carta permetteva di spendere in euro, dollari, sterline o yen senza costi aggiuntivi. Il successo è arrivato subito perché il prodotto funzionava davvero e costava molto meno delle alternative offerte dalle banche tradizionali. Da quel momento i fondatori hanno capito di poter costruire qualcosa di più grande sfruttando il vantaggio competitivo della tecnologia. Hanno cominciato ad aggiungere servizi finanziari: prima il conto corrente vero e proprio, dopo la possibilità di investire in azioni e fondi, successivamente il trading di criptovalute, le assicurazioni, persino le carte sim per il telefonoGli investitori considerano Revolut un possibile punto di riferimento per il futuro del settore bancario e puntano sulla sua capacità di portare anche in Occidente il modello delle super app asiatiche, come WeChat o Alipay, che concentrano in un unico spazio tutte le funzioni utili alla gestione del denaro. La differenza rispetto alle banche tradizionali è evidente: queste ultime hanno filiali fisiche, sportelli, migliaia di dipendenti e costi enormi per mantenere l'infrastruttura. Revolut funziona quasi interamente via smartphone, abbattendo i costi e permettendo di offrire servizi a prezzi molto più bassi o addirittura gratuiti.Il vantaggio economico del modello digitale rispetto a quello tradizionale è evidente osservando i numeri. Revolut non ha filiali fisiche da mantenere, funziona quasi interamente via smartphone. Il modello economico combina diverse fonti di guadagno. Revolut incassa soldi dalle commissioni sulle transazioni ogni volta che qualcuno paga con la carta. A questi ricavi si aggiungono gli abbonamenti premium, che costano tra i cinque e i quarantacinque euro al mese e offrono servizi extra come assicurazioni di viaggio o limiti più alti sui prelievi gratuiti. Ulteriori profitti arrivano dal trading di criptovalute, settore esploso negli ultimi anni, e dagli interessi che l'azienda guadagna investendo i depositi dei clienti. Secondo i dati finanziari pubblicati, i ricavi sono cresciuti del 72% nel 2024 raggiungendo i 4 miliardi di dollari, accompagnati da un profitto di 1,4 miliardi. Si tratta del quarto anno consecutivo che Revolut chiude in utile, dimostrando che il modello non brucia più soldi per crescere ma genera profitti stabili. La base clienti ha superato i 65 milioni di persone sparse in 160 paesi, e l'azienda continua ad acquisire circa mezzo milione di nuovi utenti ogni settimana.Lo sguardo al futuroIl prossimo grande obiettivo di Revolut si chiama Stati Uniti, il mercato finanziario più importante e difficile al mondo. Secondo Bloomberg, per realizzare il progetto americano l'azienda ha messo da parte 500 milioni di dollari, che fanno parte di un piano di investimenti da 13 miliardi spalmati su cinque anni per un'espansione globale. Infatti il piano di crescita geografica procede su più fronti contemporaneamente. A settembre 2025, durante l'evento di apertura della nuova sede centrale a Londra nel quartiere finanziario di Canary Wharf, Revolut ha annunciato l'intenzione di sbarcare in oltre 30 nuovi paesi entro il 2030, puntando a raggiungere 100 milioni di clienti entro la metà del 2027. I mercati prioritari includono l'America Latina, dove il lancio in Messico è previsto per l'inizio del 2026 seguito da Colombia e Argentina. Anche l'Asia rappresenta un obiettivo importante: l'azienda è pronta a partire in India dopo aver ottenuto ad aprile 2025 una licenza per gestire i pagamenti. Per la prima volta Revolut entrerà anche in Africa scegliendo il Sudafrica come primo paese.Sul fronte dei nuovi prodotti, Revolut sta preparando diverse novità per il 2025. La prima riguarda un assistente virtuale basato sull'intelligenza artificiale che, secondo quanto annunciato dall'azienda, imparerà dalle abitudini di ogni singolo utente per dare consigli personalizzati su come gestire meglio i propri soldi. Non a caso tra i nuovi investitori c’è anche NVentures, il braccio di venture capital di Nvidia, il colosso dei chip per l’intelligenza artificiale. La nuova funzionalità AI sarà lanciata gradualmente già nel corso di quest'anno. Accanto a questo arriveranno anche i mutui per comprare casa, prima in Lituania e successivamente in Irlanda e Francia. L'idea è creare il mutuo digitale più veloce sul mercato: Revolut promette un'approvazione di massima immediata e una risposta definitiva entro un giorno lavorativo dopo aver controllato il valore dell'immobile. I mutui faranno parte di un'offerta più ampia di prestiti che comprenderà anche lo scoperto di conto, cioè la possibilità di spendere temporaneamente più soldi di quelli disponibili fino a un certo limite. Per le aziende che usano Revolut Business arriveranno i primi prestiti dedicati alle imprese in Europa insieme a tassi di interesse competitivi per chi vuole mettere da parte liquidità.I guai a LondraProprio nel Regno Unito, il paese dove è nata, Revolut sta incontrando l'ostacolo più grande nel percorso per ottenere le autorizzazioni complete necessarie a battere davvero le banche tradizionali. A luglio 2024 l'azienda ha ricevuto una licenza bancaria provvisoria dalla Prudential regulation authority – l'ente della Bank of England che controlla le banche britanniche – ma con limiti molto severi: può tenere solo 50mila sterline in totale nei depositi dei clienti, una cifra ridicola per un'azienda che ha 12 milioni di utenti solo nel Regno Unito.La licenza bancaria completa è fondamentale perché attualmente Revolut opera con licenze di istituto di moneta elettronica, che permettono di gestire conti e pagamenti ma non di raccogliere depositi veri e prestare soldi ai clienti. Senza diventare banca a tutti gli effetti non può offrire mutui e prestiti alle imprese, che sono tra le attività più redditizie del settore. Secondo il Financial Times, le autorità britanniche hanno espresso dubbi sulla capacità di controllare i rischi durante la crescita velocissima in decine di paesi, e la fase di prova dura già da oltre quattordici mesi contro i dodici normali.Il problema crea un effetto domino: le autorità di Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Svizzera hanno fatto sapere che vogliono vedere prima l'approvazione britannica prima di concedere le loro autorizzazioni. Nik Storonsky, il fondatore e amministratore delegato, ha ammesso pubblicamente che ottenere la licenza completa a Londra è diventata la priorità assoluta e ha riconosciuto di aver sbagliato privilegiando la crescita veloce rispetto alle autorizzazioni.