BREMBATE DI SOPRA (Bergamo)
La grazia dei suoi passi di danza e la bellezza adolescenziale dei suoi tredici anni ritratti nelle foto sono le uniche tracce ora di Yara Gambirasio. Da venerdì pomeriggio nessuno, a Brembate Sopra, comune della Val Brembana in provincia di Bergamo, sa niente di lei. Nessuno che l’abbia neppure sentita gridare o vista mentre la portavano via, ipotesi che prende ormai concretezza tra gli investigatori, impegnati in una difficilissima indagine per sequestro di persona.
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«Un maniaco» è la parola che si sente più spesso ripetere. Ma se è stata rapita, l’uomo che l’ha sequestrata non doveva essere sulle sue tracce da molto. Più facile l’incontro casuale: alle 18.30 del 26, quando per l’ultima volta l’hanno vista le sue compagne del centro sportivo comunale dove si allenava, non era prevedibile che la giovane promessa della danza ritmica facesse quel percorso. Non era un giorno di allenamento: in palestra ci era andata alle 17.15 solo per portare alle sue istruttrici uno stereo che sarebbe servito oggi per una gara. Vestita con un giubbotto nero e un paio di fuseaux, era partita a piedi da casa sua, a poche centinaia di metri di distanza e lì, dopo essersi intrattenuta per un po' nel centro sportivo, stava ritornando, percorrendo la strada più breve ma meno illuminata e battuta, via Pietro Morlotti. La madre non la vede ritornare e alle 19.15 la chiama al telefono. Ma il cellulare, da quel momento in poi, risulterà spento.







