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Ultimo aggiornamento: 17:06

Il quartiere fieristico di Genova venne realizzato nel dopoguerra sbancando le scogliere della Cava e della Strega. Il progetto urbanistico fu ideato dal più illustre architetto genovese del ‘900, Luigi Carlo Daneri, grazie a una complessa opera di riempimento che ruba al mare circa venti ettari. Gli scogli della Strega erano stati immortalati da grandi pittori, Alessandro Magnasco tra tutti; e non tutti i genovesi videro con favore quell’interrimento.

Il padiglione più grande era il palasport. L’architetto Martinoia progettò una struttura all’avanguardia per tipologia strutturale, schemi statici e metodi costruttivi. Lo fece assieme agli ingegneri Sironi, Pagani e Finzi, eccellente collega e scienziato; e cognato della talk-show-star delle stelle, Amalia. Senza rompere la visione del mare, l’edificio era un esempio sapiente dell’uso del cemento armato per le tensostrutture, primo in Europa (Fig.1).

Un austero collega napoletano lo paragonò alla torta sacripantina di cui è ghiotto, genovesissima. Furono poi inserite costruzioni meno salienti che sono state — ahimè, solo in parte — abbattute senza rimpianti nella recente ricostruzione del water-front di Levante.