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Ultimo aggiornamento: 10:38
“Sono stato vittima di una macchinazione pazzesca. Ero la pedina attaccabile, ma ho registrato tutto durante gli interrogatori”. È un Filippo Magnini duro quello ospite a Belve, trasmissione Rai condotta da Francesca Fagnani. L’ex nuotatore ha raccontato infatti una versione dei fatti inedita sulle indagini e sulla successiva squalifica per doping.
Una condanna che è poi stata impugnata dal Tribunale Arbitrale dello Sport, che ha accolto integralmente il suo ricorso e annullato le sentenze del TNA, revocando la sanzione disciplinare dell’atleta. Rivelazioni e accuse pesanti rivolte alla Procura sportiva che – se confermate – potrebbero riscrivere la storia di quella vicenda. “Hanno calcato molto sul mio nome per non toccarne altri. Atleti del nuoto ma anche di altre discipline”, ha spiegato Magnini.
“Ero la pedina attaccabile”, ha dichiarato ancora Magnini. “Perché?” chiede Fagnani. “Penso che per non far uscire altri nomi di atleti, puliti come me, ma che solo il nome messo sul giornale dava fastidio, sicuramente è stato detto ‘potete sfondare lui che non è più atleta‘” sostiene il campione, che aggiunge: “Hanno calcato molto il mio nome per non toccarne altri”.









