Temi attuali, come l'integrazione, la crisi degli alloggi, la periferia di Roma che diventa cuore del racconto, ma il tutto senza stereotipi, anzi puntando sulla commedia e sul sentimento, dando a ogni personaggio di un cast corale capitanato da Giorgio Pasotti una propria identità.
"L'appartamento sold out", una coproduzione Rai Fiction - Aporos Group, disponibile su RaiPlay a partire da venerdì 28 novembre è "una favola moderna sull'integrazione e sull'accettazione di sé e degli altri, con il tono della commedia, del divertimento e della leggerezza". Così i registi Giulio Manfredonia, che recita anche nella fition, e Francesco Apolloni raccontano la serie tv in otto episodi. "Una serie - dice Giorgio Pasotti, che interpreta la serie e che ha terminato a Torino da poco le riprese del secondo film che lo vede regista 'Sotto a Chi Tocca' - che mi ha entusiasmato come agli esordi della mia carriera, quando mi sono trovato giovanissimo a lavorare in grandi progetti".
"Qui la storia racconta di tre coppie molto diverse, una coppia tunisina trentenne, due ventenni indiani di seconda generazione e un padre italiano, che sono io, con la figlia adolescente - spiega Pasotti -. Tutti si ritrovano costretti a condividere lo stesso appartamento. Tra attriti, amori imprevisti, sogni di libertà e segreti difficili da gestire, i protagonisti cercano un equilibrio fragile ma possibile, messo però in crisi dall'arrivo di un ospite inatteso. Il pretesto è una truffa immobiliare, ma il cuore della storia è il cambiamento che scatta nei personaggi: tra scontri, tenerezze e alleanze inattese e si vive il confronto nel quartiere molto bello come si sviluppano tutti i personaggi e le loro storie, nulla è stereotipato, scontato. L'appartamento vuole anche abbattere un certo tipo di luoghi comuni. Nel rispetto degli esseri umani e delle regole generali la diversità va vissuta come ricchezza. Il fatto che stiamo ancora qui a parlarne è anacronistico". Scritta da Francesco Apolloni (anche autore del testo teatrale da cui nasce la serie), con Valentina Capecci e Giovanni Cardillo, la fiction si muove tra ironia e poesia, grazie anche alla regia condivisa tra Apolloni e Manfredonia che dicono ogni regista dovrebbe "provare l'esperienza della regia a quattro mani anche perché la condivisione, il rapportarsi con l'altro ci arricchisce".






