ROVIGO - Il rugby a Rovigo è una fede laica e dal 4 dicembre avrà un luogo, oltre allo stadio, dove essere celebrata anche in maniera religiosa. È la cappella di Nostra signora del rugby, che sarà inaugurata nella chiesa di San Bortolo.
L’idea del comitato organizzatore e del parroco don Andrea Varliero è tanto semplice quanto suggestiva. Ricreare in Italia un luogo simile a “Notre dame du rugby” in Francia, la cappella esistente nel paesino di Larriviere Saint-Savin, a pochi chilometri da Mont de Marsan e Dax, che dal 1964 costituisce la chiesa dedicata al rugby. Qui club e giocatori francesi, ma non solo, portano maglie, gagliardetti e si raccolgono in preghiera per esprimere la loro devozione, religiosa e sportiva. In Italia dove poteva avvenire questo, se non a Rovigo, città in mischia per definizione, nella chiesa del quartiere che ha dato i natali ai pionieri del rugby rossoblù?
Così San Bartolomeo (Bortolo per i rodigini) ospiterà una cerimonia speciale per la quarta edizione del premio "Polesine chiama Messico", che giovedí 4 dicembre alle ore 17 premierà sei cittadini, tra i quali patron della Rugby Rovigo, Francesco Zambelli. Gli altri sono Fratel Alberto Degan, la coppia Carlo Osti e Andreina Vallin, Mattia Tridello, Giuseppe Beretta e Irene Giovannini. L’onorificenza è attribuita a persone che si sono distinte nella solidarietà e nel volontariato in favore della collettività. Quest'anno verrà anche intronizzata una madonnina sull’altare di una delle cappelle della chiesa e verrà chiamata Nostra signora del rugby, per cementare il legame di questo sport con la città.







