L’ultima puntata della saga Bhp-Anglo American è durata poco. Così poco che, complici le distrazioni del weekend, molti se la sono persa.

Dopo la scalata fallita dello scorso anno, il gigante minerario anglo australiano è tornato alla carica. Ma le indiscrezioni su un nuovo tentativo di conquistare la concorrente, filtrate domenica 23 alla Bloomberg, hanno perso peso nel giro di poche ore: non perché fossero infondate, ma perché Bhp – pur confermando di aver intrattenuto «discussioni preliminari» con il board di Anglo – ha rivelato di avere ricevuto anche stavolta un due di picche.

Nella nota diffusa lunedì 24 Bhp afferma di «continuare a credere che una combinazione con Anglo American avrebbe avuto una forte valenza strategica e creato un valore significativo per tutti gli stakeholders». Ma aggiunge anche di avere «smesso di prendere in considerazione» questa ipotesi, confidando piuttosto nel «potenziale altamente convincente della propria strategia di crescita organica».

In sintesi: Bhp getta la spugna, su questa e forse anche su altre ipotesi di acquisizione. O almeno questo è il messaggio che vuole comunicare al mercato, che torna così a focalizzarsi sull’altra partita in corso, che rischiava di essere disturbata da un’offerta concorrente: quella per una fusione amichevole tra la stessa Anglo American e la canadese Teck Resources, deal da quasi 60 miliardi di dollari che nel settore minerario sarebbe tra i maggiori nella storia.