Il rischio di povertà colpisce particolarmente il Sud Italia. Non solo in relazione al resto del Paese, ma anche a tutta l’Unione europea. Lo testimoniano i nuovi dati Eurostat, aggiornati al 2024. Fra le cinque Regioni in cui il rischio è più alto, tre sono italiane. Si tratta di Calabria, Campania e Sicilia.

Cosa analizza l’Eurostat

Partiamo da come funziona l’analisi di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. Prende in esame i 270 territori di livello Nuts2 - come appunto le Regioni in Italia, le comunità autonome in Spagna, le province belghe e olandesi, i Länder austriaci ma anche le regioni d’oltremare francesi (Dom) - e la percentuale dei loro residenti di essere a rischio di povertà.

Con rischio di povertà, l’Eurostat indica «il numero di persone con un reddito disponibile equivalente (dopo il trasferimento sociale) al di sotto della soglia di rischio di povertà, che è fissata al 60% del reddito disponibile equivalente mediano nazionale dopo i trasferimenti sociali». Si tratta quindi di un indicatore relativo, non assoluto, basato sulla ricchezza mediana (non media) dei territori.

Ecco perché, specifica l’Eurostat, «non misura la ricchezza o la povertà, ma il basso reddito rispetto ad altri residenti in quel paese, il che non implica necessariamente un basso tenore di vita».