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Ultimo aggiornamento: 13:11
L’ultimo atto del governatore della Campania Vincenzo De Luca prima di lasciare lo scranno è una querela a Sigfrido Ranucci e alla sua squadra di Report per il servizio sulle liste d’attesa della sanità campana. Non è un omonimo del Vincenzo De Luca che poche ore dopo la bomba davanti alla villetta di Ranucci gli espresse solidarietà, dichiarando che quell’attentato era “il segnale di un clima pesante del nostro paese”. È proprio lui.
Il comunicato dell’ufficio stampa della Regione Campania che informa l’avvio dell’azione legale arriva a mezzogiorno, ad urne ancora aperte per scegliere il successore. Pur di metterlo in rete subito, la prima versione conteneva un refuso sulla data della messa in onda del servizio, 23 gennaio 2025 e non ieri, 23 novembre 2025. “Siamo di fronte a una serie di falsi e a una scorrettezza reiterata. Già durante il Covid la stessa trasmissione, dopo una querela della Regione, fu costretta a pubblicare sul proprio sito una smentita rispetto ai dati falsi pubblicati”, si legge nel testo.
Anche il servizio di Report, ovviamente, è coinciso con la giornata di votazioni, ed è uno dei motivi dell’ira di De Luca. Secondo l’inchiesta andata in onda su Rai 3, il 89,2% delle visite in Campania è catalogato come “Programmabile”, cioè fissabile a 120 giorni, quasi il doppio della media nazionale del 45,7%, ed in questo modo si potrebbero spostare prestazioni urgenti, brevi o differibili, quelle che per intenderci dovrebbero essere smaltite entro 30 giorni, nella categoria “Programmabile”, con il risultato di guadagnare tempo e far apparire la Campania più virtuosa.







