Il designer irlandese si è spento a ottant’anni: dopo aver vestito con estremo gusto la principessa del Galles, ha lavorato fino alle ultime fashion week. E con Lady D prendeva anche il tè

di Alessandra D'Acunto

Ottant’anni, di cui più della metà trascorsi nella moda. Il designer irlandese Paul Costelloe è scomparso il 21 novembre, lasciando tutti di stucco: fino a ottobre, aveva fatto sfilare le sue collezioni alla prima Ireland Fashion Week. Proprio lui, che non celava qualche remora sul modo di vestire dei suoi connazionali. Alla fine degli anni Novanta, infatti, si era inimicato una buona fetta di pubblico, dichiarando che le “donne irlandesi hanno difficoltà con lo stile perché non è innato, non fa parte della loro natura come accade per le italiane”. Solo di recente aveva corretto il tiro, affermando che il suo Paese stesse diventando, presumiamo per i costumi, più europeo di qualche tempo fa. Questa personalità, senza troppi peli sulla lingua, è stata lo stilista ufficiale di lady Diana dal 1983- dunque due anni dopo l’acquisizione del titolo di principessa del Galles- fino alla sua tragica morte, nel 1997.

È stata la famiglia dello stilista, domenica, a dare notizia della sua scomparsa, a Londra, a seguito di una “breve malattia”. “Era circondato da sua moglie e dai sette figli”, si apprende dal messaggio diffuso a mezzo social, “Paul è sempre stato grato per il supporto che gli avete dimostrato nel corso di più di quarant’anni, in prima linea nella moda”. Costelloe era nato a Dublino nel 1945 in un milieu, in cui l’abbigliamento la giocava già da protagonista. Suo padre, infatti, era a capo di un’azienda che produceva impermeabili. Ha studiato nel primo college dedicato alla moda in Irlanda, la Grafton Academy of Fashion Design, prima di trasferirsi a Parigi, tappa obbligata per stilisti in erba. Dopo essersi formato alla Chambre Syndicale de la Haute Couture, nel 1979, Paul Costelloe era pronto per creare il suo marchio.