Vatti a fidare degli amici, se poi il giorno dopo ti tocca scomodare tutti i Santi del Paradiso. Perché se in politica il puro ti epura, l’amico facilmente ti frega. O, quantomeno, non asseconda il tuo desiderio, seguendo il proprio percorso. E se poi c’è di mezzo un sondaggio sulle intenzioni di voto dei milanesi, dal quale salta fuori la crisi del Pd nel primo Municipio, quello della Ztl e della criminalità importata dalle periferie e subita come un’offesa, la fregatura devi metterla in conto, dai. Del resto lo dice anche il noto proverbio: «Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio».
Ma nonostante la saggezza popolare e le regole della politica, il segretario milanese del Pd, Alessandro Capelli, è riuscito a fare l’esatto contrario, contando troppo sugli amici, nello specifico quelli del quotidiano La Repubblica, ritrovandosi a doverli smentire il giorno dopo, con lanci d’agenzia e telefonate frenetiche ai “compagni”.
Tutto nasce, e qui torniamo al punto di partenza, da una sondaggio commissionato dal Pd a Bidimedia per tastare il polso dei milanesi in vista delle prossime comunali. Il papiello viene passato al quotidiano diretto Mario Orfeo che fa il suo lavoro: «Se si andasse oggi al voto il Pd a Milano sarebbe ancora il primo partito e il centrosinistra alle urne sarebbe davanti al centrodestra.






