Non era solo a capo di una delle banche da sempre di famiglia, come Banca Mediolanum, Credem, Banca del Piemonte, Banca Passadore, Banca Azzoaglio, Banco Desio. Ma Maurizio Sella, scomparso sabato sera, a 83 anni, «per una malattia per la quale si è improvvisamente e rapidamente aggravato», come ha reso noto Banca Sella ieri una nota, «ha sempre dimostrato grandi doti culturali, etiche, professionali, innovative, con elevati principi di libertà, solidarietà sociale e rispetto di ciascuno, nel mercato aperto e regolato e per la competitività nel pluralismo bancario», per dirla con le parole del ricordo del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, del cui comitato esecutivo Sella faceva parte. Era l’esponente della terza generazione di Banca Sella, sede a Biella, fondata nel 1866 da suo nonno Gaudenzio Sella (con la ragione sociale di Banca Gaudenzio Sella & C. sas), figlio di Giuseppe Venanzio, fratello di Quintino, ex ministro delle finanze del Regno d’Italia che ne ispirò la costituzione assieme a sei fratelli e cugini. Gaudenzio cedette il testimone al figlio Ernesto, papà di Maurizio, che si laureerà in economia e commercio a Torino nel 1966, e iniziò, nello stesso anno la carriera dal basso dello “sportello” nell’istituto di famiglia.
Addio a Maurizio Sella, banchiere innovatore
Non era solo a capo di una delle banche da sempre di famiglia, come Banca Mediolanum, Credem, Banca del Piemonte, Banca Passadore, Banca Azzoaglio, Banco Desio. Ma Maurizio Sella, scomparso sabato...











