Per un costruttore di auto è sempre difficile, se non addirittura rischioso, rinnovare un progetto di grande successo commerciale. Perciò in casa Jeep, quando si è trattato di definire i pilastri concettuali della nuova generazione di Compass, il brand ha girato la questione direttamente alla clientela.
La strategia
Ne sono emerse tre direttrici da seguire: quella dello spazio, che non basta mai, specie a chi fa un uso molto polivalente del veicolo; quella dell'elettrificazione (leggasi anche ibridizzazione), necessaria per stare al passo coi tempi e con le normative; e, dulcis in fundo, quella del design, che rimane sempre fra le principali ragioni di scelta di un veicolo. Un trittico su cui Jeep ha lavorato a fondo e con cui spera di confermare il successo di vendite delle due generazioni precedenti del modello, che hanno raggiunto una tiratura di 2,5 milioni di unità.
È opinione di chi scrive che lo stile della nuova Compass sia oggettivamente riuscito, riprendendo un po' tutti quelli che sono gli stilemi classici e cari all'universo Jeep e reinterpretandoli in chiave moderna, con un occhio particolarmente attento all'integrazione delle componenti che giocano pure un ruolo aerodinamico (il coefficiente di penetrazione dell'aria è di 0,29, un ottimo risultato per un Suv) oltreché visivo.






