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Ultimo aggiornamento: 18:07

“Perché c’è a chi piace cruda e a chi cotta la moglie”. E’ il commento a un post su Instagram del Corriere su un articolo che parlava dell’impegno nelle scuole contro la violenza di genere di Valentina Pitzalis (foto), bruciata e sfigurata dall’ex marito che tentò di ucciderla dandole fuoco col cherosene. A firmare oggi un commento del genere e addirittura a difenderlo è Vincenzo D’Anna, il 74enne ex senatore casertano con una storia politica che va dalla Democrazia Cristiana a Forza Italia e oggi presidente della Federazione degli Ordini regionali dei biologi (Fnob).

A rilanciare il fatto è stata Selvaggia Lucarelli, che da tempo segue la complessa vicenda della Pitzalis e ne sostiene l’ammirevole impegno. Nonostante la generale indignazione e i tanti utenti che sui social lo hanno invitato a riflettere sulle sue parole, l’ex senatore non ha ritrattato. Anzi, D’Anna ha difeso il suo intervento, sostenendo si trattasse di una risposta sarcastica a una domanda posta dalla vittima e accusando i critici di essere “moralisti semianalfabeti” che non comprendono il contesto né l’ironia.

La storia di Pitzalis risale a quattordici anni fa, quando l’ex marito, Manuel Piredda, la cosparse di cherosene e le diede fuoco. Piredda morì accidentalmente nel rogo. Pur essendosi salvata in maniera quasi miracolosa, Pitzalis ha riportato ustioni gravissime e permanenti. Le lesioni l’hanno lasciata invalida, con il volto sfigurato, l’amputazione della mano sinistra e la funzionalità compromessa della destra. Come non bastasse, ha affrontato anni di “vittimizzazione secondaria” e gli attacchi dei familiari dell’ex marito che l’hanno accusata di essere l’omicida del figlio. Accuse per le quali è stata riconosciuta totalmente estraneità ai fatti.