VENEZIA - «I sette minuti di applausi tributati al termine della serata inaugurale erano diretti all'orchestra e al coro del Teatro, al direttore Ivor Bolton e a tutto il cast, non certo alla gestione del Sovrintendente Colabianchi come sostiene il Senatore Speranzon».

Il Comitato degli abbonati della Fenice (circa 170 persone firmatarie), sceso in campo fin dall'inizio della vicenda Venezi replica alle molteplici dichiarazioni fatte in questo periodo sia dal sovrintendente che da vari esponenti politici di centrodestra. A cominciare dal fatto che il vertice della Fondazione lirico-sinfonica ha più volte esplicitato un aumento del 7 per cento degli abbonamenti per la stagione 2025/2026 e che solo pochi dei vecchi abbonati non hanno rinnovato l'abbonamento.

«Ribadiamo - puntualizzano Anna Pizzati e Pisana Visconti, portavoce del Comitato abbonati - che la lettera degli abbonati affermava l'intenzione di non rinnovare l'abbonamento qualora l'incarico di Beatrice Venezia fosse diventato esecutivo. Nella nostra protesta non sono coinvolte le stagioni lirica e sinfonica 2025/2026, integralmente pianificate dal precedente sovrintendente Fortunato Ortombina, e dove non è prevista alcuna funzione della preannunciata e contestata neoeletta direttrice musicale».