“Se anni fa mi avessero dato dei soldi li avrei puntati su di te”, ha detto Lazza, rivolgendosi ad Anna Pepe, dopo aver cantato assieme “BBE”. Un’investitura, una delle tante ricevute, arrivata da uno dei numeri uno della scena nei confronti della giovane rapper spezzina che ieri sera, 22 novembre, si è esibita per la prima volta all’Unipol Forum di Milano (sold out, così come per le altre due date di oggi, 23 novembre, e di domani, 24 novembre).
Al concerto dell’artista classe 2003 c’era un pubblico abbastanza trasversale ma, comunque, di (netta) maggioranza femminile. Tra i presenti anche molti genitori che hanno accompagnato i propri figli, perlopiù minorenni, al concerto della “Baddie”, ovvero “una ragazza che è sicura di sé, che non ha paura del giudizio degli altri e che fa quello che vuole”, come aveva spiegato Anna a Radio m2o. Termine gergale anglofono di cui la rapper si è appropriata e che, col tempo, è diventato un vero proprio mantra e carattere distintivo.
Le imperfezioni che la rendono umana e vicina
I fan di Anna, sia femmine che maschi, sono delle (o dei) “Baddies”. Viceversa, il pubblico la identifica come, potremmo definirla, “La baddie” per eccellenza. Sul palco del Forum è stato riprodotto un enorme lettore CD portatile, dove scorrevano dei visual che evocavano l’estetica della fine degli Anni 90 e l’inizio dei primi 2000. Anna, oltre a tre cambi outfit, è stata accompagnata da un corpo di ballo composto da sei ragazze e quattro ragazzi. Lo show si è aperto (e concluso) con “TT Le Girlz” (feat. Niky Savage). Dopo la terza traccia, “Soldi arrotolati”, un’emozionata Anna ha ammesso di non essersi ricordata “nemmeno qual è prossimo pezzo”. E sono proprio queste “imperfezioni”, anche palesate, a renderla “umana”, vicina, a farla percepire come “una di loro”, agli occhi dei propri fan, con i quali adotta un linguaggio quasi materno (“Vi amo bimbi miei”).







