«Questa emergenza ha sottolineato nuovamente la reattività del sistema regionale di Protezione civile: il Friuli Venezia Giulia è la culla del modello italiano oggi riconosciuto anche all'estero e anche in questo caso ha risposto con tempestività alle esigenze della popolazione». Si è congedato così il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, al termine del sopralluogo di ieri nelle aree colpite dal maltempo, tra Cormons e Versa di Romans d'Isonzo. «Con precipitazioni intense, di cadenza millenaria, come quelle dei giorni scorsi - ha aggiunto - anche il terreno più solido e sicuro può cedere. Ed è quello che è successo a Brazzano». Nella frazione cormonese la frana ha travolto tre abitazioni, causando la morte di due persone e il ferimento di una terza.
La giornata, iniziata a Cormons e proseguita tra Brazzano e Versa, ha permesso di toccare con mano l'entità dei danni. «La richiesta dello stato di emergenza nazionale è già stata firmata dal governatore Fedriga ed è stata consegnata al Dipartimento», ha confermato l'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, al termine della riunione operativa tenutasi nella sede di Palmanova. Una procedura che, ha assicurato Ciciliano, sarà «istruita con tempestività», consentendo l'attivazione dei fondi statali per le opere pubbliche e, soprattutto, per sostenere cittadini e imprese che hanno subìto danni privati ingentissimi. Nel frattempo, la Regione ha già stanziato un milione e mezzo di euro per le prime urgenze e sta valutando ulteriori anticipazioni economiche da destinare a chi ha perso tutto: abitazioni, beni essenziali, veicoli. «Ci sono persone che vivevano al piano terra e che oggi non hanno più nulla ha ricordato Riccardi . Serve un sostegno immediato».










