Stamattina il Po di Torino ha cambiato colore. Non per fenomeni naturali, ma per un gesto plateale di denuncia: tre attivisti di Extinction Rebellion hanno versato una sostanza colorante biodegradabile nelle acque del fiume, trasformandolo in uno specchio verde fluo che attira l’attenzione di chi transita sui Murazzi. L’azione si inserisce nella strategia comunicativa del movimento, già sperimentata in passato: non si tratta di vandalismo fine a se stesso, ma di una metafora visiva. Il colore verde del Po rappresenta il cambiamento climatico in corso, mentre il suo ritorno al naturale in poche ore simboleggia la rapidità con cui gli effetti della crisi vengono ignorati dai governi.
Un blitz teatrale nei giorni del Tff
Il tempismo non è casuale. La scena della «casa affondata» galleggiante nelle acque verdi è comparsa proprio durante il Torino Film Festival, trasformando il fiume in una vetrina internazionale. Registi, attori e giornalisti da tutto il mondo potranno vedere con i propri occhi cosa intende comunicare Extinction Rebellion: la crisi climatica non attende i tempi delle conferenze stampa e dei panel discussi.
Una sostanza simbolica e innocua
Il colorante utilizzato è fluoresceina, un sale innocuo impiegato da geologi e speleologi. Non inquina, non danneggia fauna e flora. È la scelta deliberata di XR di operare con responsabilità ambientale anche durante le proprie proteste: il messaggio deve essere radicale, ma non a scapito dell’ecosistema che si vuole proteggere. Il colore svanirà in poche ore. Il Po tornerà al suo grigio abituale. Ma questo, sostengono gli attivisti, è proprio il punto: mentre il fiume torna normale, la crisi climatica continua ad accelerare. «Tra qualche ora, queste acque torneranno come prima. Il colore dei nostri mari e dei nostri fiumi, però, continuerà a cambiare man mano che le temperature continueranno ad aumentare».











