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Allevi ha scritto la musica associando numeri e suoni al nome della sua malattia
L'intelligenza artificiale ha completato la Sinfonia N.8 in si minore D 759 di Schubert nota come l'«Incompiuta», l'opera è stata eseguita alla Cadogan Hall di Londra nel febbraio 2019. Qual è la differenza tra un'opera scritta dall'intelligenza artificiale e dall'uomo? «Sta tutta nella vibrazione che la melodia umana restituisce, la percezione della propria caducità che la scrittura umana trasmette. La creatività in fondo nasce dalla follia umana, che è ciò che permette di compiere il salto».
A raccontarlo, dopo aver ascoltato l'opera, è Giovanni Allevi, intervenuto sul palco di «Orbits», il progetto di Action guidato dal filosofo Luciano Floridi sull'intelligenza artificiale. Sul palco con lui Floridi, appunto. Esile come un giunco, piegato dal dolore della malattia che non gli concede tregua, il sorriso di chi vive la condizione dello stupore filosofico stampato sul viso. «Devo confessare di avere anche a che fare anche con un lato oscuro che emerge soprattutto durante i sogni, particolarmente caotici in questo periodo - confessa -. Il dolore fisico non mi abbandona, il tremore mi avvolge e una inevitabile paura per il futuro incerto mi fa sospirare».






