Quando è arrivato a casa, Winston sembrava uno di quei cuccioli che restano piccoli per sempre: leggero, compatto, facile da sollevare con una sola mano. Tutto lasciava pensare a un classico mini bassotto, destinato a rimanere entro le dimensioni ridotte tipiche della varietà nana. Ma settimana dopo settimana quel corpo allungato ha continuato ad allungarsi ancora, e il peso ha iniziato a salire fino a trasformare il presunto “mini” in un cane tutt’altro che miniaturizzato.

La scoperta delle vere origini

Solo in seguito è emerso il motivo della crescita esuberante: Winston non era un mini bassotto puro. La madre sì, ma il padre apparteneva alla linea standard, più grande e robusta. Un dettaglio che cambia tutto, perché nei Bassotti — una razza selezionata fin dal XV secolo — la differenza tra miniatura e standard non è solo estetica ma genetica. Due patrimoni genetici diversi, che nel caso di Winston si sono sommati… facendo schizzare verso l’alto la crescita.

Le dimensioni da “jumbo”

Oggi Winston pesa 18 chili, più del triplo rispetto a un mini bassotto e addirittura superiore al limite medio previsto per gli standard. “È corto e lungo”, come descrivono affettuosamente le persone che lo conoscono, ma anche imponente al punto da essere impossibile da sollevare come un tempo. Gli esperti spiegano che nei bassotti il gene che controlla la dimensione può manifestarsi in modo molto variabile, soprattutto negli incroci tra miniatura e standard. Alcuni cuccioli mantengono la taglia materna, altri quella paterna, altri ancora — come Winston — superano perfino le aspettative intermedie. Secondo la letteratura cinofila, la selezione dei mini bassotti è iniziata solo a fine Ottocento, quando la razza è passata dagli impieghi venatori alle case come cane da compagnia. Per questo la variabilità genetica nella taglia è ancora oggi molto ampia.