I dati dell’Istat sul turismo in Italia appena pubblicati sgomberano il campo da qualunque precedente polemica. Infatti, nei mesi caldi, da maggio a settembre, le presenze italiane negli esercizi ricettivi, misurate in numero di notti, non sono per nulla crollate, come molti sostenevano o temevano. Anzi, sono aumentate dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 (oltre 1 milione e 200 mila pernottamenti in più). Mentre le presenze di turisti stranieri, sempre da maggio a settembre, sono cresciute addirittura del 4,8% rispetto a un anno fa (oltre 8 milioni di pernottamenti in più).

Dunque, la profezia delle spiagge e delle città d’arte vuote a causa del presunto impoverimento degli italiani si è rivelata un flop. E l’ulteriore crescita del turismo straniero ha portato il dato delle presenze turistiche complessive (italiani più stranieri) negli ultimi dodici mesi da ottobre 2024 a settembre 2025 alla cifra record di 474 milioni e 872 mila pernottamenti. Si tratta di un numero più alto di oltre 38 milioni di presenze rispetto a quello fatto registrare nel 2019, prima dello scoppio della pandemia, che fece crollare i pernottamenti a poco più di 180 milioni nei dodici mesi da marzo 2020 a febbraio 2021.