(di Paolo Petroni)

ISAAC BASHEVIS SINGER, ''RITORNO IN VIA KROCHMALNA'' (ADELPHI, PP.

216 - 19,00 EURO - TRADUZIONE DI KATIA BAGNOLI) - Tra i romanzi inediti, comparsi solo in una rivista yiddish newyorkese negli anni '70, che Adelphi sta recuperando e propone grazie all'impegno e le cura di Elisabetta Zevi, c'è una bella, sempre sorprendente, vitale e umanissima trilogia chiamata Yiddish gangster stories, che travalica tutti i confini di genere e propone un personaggio come Max, tra i più avvincenti, veri, umani che questo autore abbia creato, la cui vita è sempre in bilico tra il pentirsi della propria peccaminosa esistenza criminosa a Buenos Aires e il non saper resistere a una specie di istinto che è sfida autodistruttiva in un pericoloso gioco col proprio passato che ha il suo centro a Varsavia, nella malfamata via Krochmalna.

Il romanzo che esce ora in italiano è una sorta di prequel degli altri due già editi, 'Keyla la rossa' e in particolare 'Max e Flora' e, anche se il cognome del protagonista cambia da Max Shpindler a Max Barabander, il personaggio è lo stesso che in uno arrivava da Buenos Aires, dove gestiva una serie di bordelli, in Europa con la moglie amatissima anche se la tradisce sempre, mentre in questo arriva a Varsavia senza di lei con tanti soldi in tasca e l'intento di ritrovare la fiducia in se stesso e vincere l'impotenza che lo affligge da tempo, specie dopo la morte di Arturo, il figlio diciassettenne.