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21 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:04

C’è un passaggio dell’istanza di legittimo sospetto per trasferire il processo al clan Moccia via da Napoli, causa “scandalo mediatico”, firmata dagli avvocati di 12 imputati, che alza il livello dello scontro. È quello in cui i difensori affermano che il Tribunale è già sicuro della colpevolezza degli imputati, mentre è ancora in corso l’esame dei testi delle difese.

La convinzione sarebbe contenuta nelle pieghe dell’ordinanza del 9.10.25 con cui i giudici della settima sezione penale hanno disposto il divieto di dimora in Campania e nel Lazio per alcune figure apicali dei Moccia. Richiama “per relationem” e dunque “fa propria” – secondo i legali – le parti dell’ordinanza di arresto in cui Antonio, Angelo e Luigi Moccia sono definiti i tre membri di un “triumvirato” di comando. “Le espressioni di certezza circa il ruolo svolto da Moccia Antonio nel sodalizio, l’essere componente del “Triumvirato di comando del clan”, condivise e fatte proprie dal collegio costituiscono una chiarissima manifestazione di convincimento circa la colpevolezza degli imputati per i fatti di cui sono chiamati a giudicare all’esito del processo ancora in corso”, si legge fra le 33 pagine dell’istanza.