L’amavo troppo e le ho sparato. Questo il titolo della performance-parata dell’artista Irene Pittatore e della formatrice Isabelle Demangeat con la curatela di Lorena Tadorni, che oggi alle 16.15 approda per la prima volta in piazza Foroni per portare consapevolezza, rabbia e voci troppo spesso silenziate da ascoltare e accogliere.

Quindici acrobate e acrobati dell’Accademia Cirko Vertigo e tredici drappi ricamati, realizzati da più di 250 persone in 500 ore di lavoro. Il tutto per rappresentare una monumentale ricerca partita da indagini d’archivio condotte tra Italia e Francia che hanno portato al recupero di articoli e atti di processi per violenza domestica e femminicidio a partire da metà dell’Ottocento, successivamente stampati su grandi tessuti e issati su supporti di legno come stendardi.

Oggi come secoli fa

Ciò che ne risulta è un rapido colpo d’occhio sulle angoscianti analogie tra passato e presente. «Quello che emerge è che i fatti e il modo in cui la violenza di genere si manifesta ci ripropongono una sconcertante attualità. C’è un substrato culturale che non si riesce a smuovere, ed è proprio dal desiderio di condividere il nostro sbalordimento che tutto è partito» racconta Pittatore. La presenza delle artiste e degli artisti di Cirko Vertigo non è casuale: «Il primo caso in cui ci siamo imbattute, avvenuto a Tolone nel 1847, riguarda un femminicidio compiuto nell’ambiente delle arti circensi. La donna uccisa era una cantautrice e cantante di strada, l’assassino un acrobata. Ci sembrava importante portare in piazza un’azione performativa acrobatica per ricongiungere gli estremi» prosegue Pittatore.