L’ex chef e commerciante di mobili pregiati britannico, Nathan Trevallion, è rimasto fino a tarda sera davanti alla casa famiglia di Vasto, dove da ieri abitano sua moglie Catherine e i suoi tre figli, senza però poterli incontrare di persona. Nonostante i tentativi di entrare all’interno della struttura per sapere se stessero bene, non è riuscito a vederli, dopo che ieri pomeriggio sono stati prelevati dalla loro ex casa colonica nei boschi di Palmoli (Chieti) per effetto della decisione del giudice del Tribunale per i minori dell’Aquila, che ha confermato la sospensione della potestà genitoriale.
Come avete reagito lei e Catherine quando sono arrivati i carabinieri e i servizi sociali?
«Io e mia moglie eravamo traumatizzati perché come si fa a strappare via i figli dai propri genitori? Stranamente i bambini erano calmi e, pur essendosi accorti di quello che stava accadendo, non hanno reagito male. Credo però che rimarranno traumatizzati».
Come è avvenuta la separazione da loro?
«Abbiamo visto arrivare tantissimi carabinieri in borghese, senza sirena né vessilli, insieme ai servizi sociali, al nostro avvocato Giovanni Angelucci, al sindaco Giuseppe Masciulli e alla curatrice speciale, l’avvocatessa Marika Bolognese. Volevano subito portarci via i bambini, ma grazie a Giovanni – che ha negoziato con loro – mia moglie è riuscita ad andare insieme a loro nella struttura a Vasto».







