La madre di Valeria Marini, Gianna Orrù, 87 anni, è caduta in una truffa da 350mila euro. A rivelarlo è Il Messaggero. Alla donna era stato presentato come altamente redditizio un investimento in bitcoin da parte del produttore Giuseppe Milazzo Andreani, poi riconosciuto colpevole dal Tribunale di Roma di truffa aggravata. Il processo di primo grado, concluso ieri, si è chiuso con una condanna a un anno di reclusione con pena sospesa.
L’uomo, come raccontato da Valeria Marini, si era presentato tramite la segretaria dell’attrice come produttore cinematografico interessato a girare un cortometraggio con lei. Il film breve, intitolato “L’ultimo applauso”, sarebbe dovuto uscire nel 2016 ed essere finanziato con fondi Imaie (l’Istituto mutualistico per la tutela degli artisti). Dopo le riprese, Milazzo entrò in contatto con la madre della showgirl, che desiderava apportare modifiche al montaggio. In seguito, l’uomo propose alla signora Orrù un investimento finanziario: prima un versamento di 10mila euro, poi altri trasferimenti sulla stessa piattaforma di criptovalute, fino a superare i 300mila euro.
Valeria Marini ha raccontato in tribunale di aver scoperto l’“investimento” solo a fatti compiuti. Nel 2020 madre e figlia hanno deciso di denunciare Milazzo, che continua a professarsi innocente. Dopo la sentenza di ieri, il suo avvocato ha annunciato l’intenzione di ricorrere in appello «per dimostrare l’insussistenza del fatto». Il reato, comunque, entrerà in prescrizione il prossimo febbraio.







