"Un confronto per avere certezze". Andrea Sempio spiega così il suo arrivo al Laboratorio Genomica di Via Arduino a Roma. Qui la difesa dell'indagato per l'omicidio di Chiara Poggi si confronterà sugli elaborati peritali che sono nelle mani dei periti di parte. "Decideremo se e come presentarne gli esiti, potremmo anche farlo dopo il 18 dicembre, quando il perito del giudice espliciterà le sue conclusioni. Oggi decideremo che domande fare al perito del giudice e tratteggeremo anche la strategia difensiva".
Nelle mani di chi indaga, spiega il legale Liborio Cataliotti a Fanpage.it, alcune prove "utili per ricostruire la dinamica dell'omicidio. Non vi sono impronte ascrivibili a Sempio in punti significativi che potrebbero dimostrare una sua presenza sul luogo del delitto il giorno dell'omicidio, solo tracce che testimoniano il fatto che normalmente frequentava quella casa".
Diverso discorso per quanto riguarda "il Dna trovato sotto le unghie di Chiara o per la traccia 33, ma se come credo - è il ragionamento dell'avvocato - non risulteranno ascrivibili a Sempio, allora bisognerà tener conto anche del fatto che non vi sono tracce del mio assistito, per esempio, sui reperti della colazione". Un elemento significativo e per cui "insisteremo anche su questa prova. Innesteremo la prova logica anche sui reperti del sacchetto contenente i residui di plastica della colazione, evidenzieremo tutta una serie di cose per ora passate in sordina".
