L’importante dovrebbe essere vincere, partecipare, non fuggire. Scappare. Per Ryan Wedding l’importante è non farsi trovare. Un ex atleta che diventa narcotrafficante e forse anche il mandante di un omicidio. Inseguito dall’Fbi, circondato da foto segnaletiche, con una taglia sulla testa che è salita fino a 15 milioni di euro. Sta passando la sua vita in fuga. Inserito nella lista dei 10 latitanti più pericolosi.

E dire che la vita precedente sembrava gloriosa. O appassionante. Era uno sportivo nato. I suoi nonni gestivano una piccola pista in Ontario e lì ha imparato a sciare e fare snowboard. Poi è entrato nel giro della nazionale e, dopo aver vinto uno slalom gigante, è stato selezionato per i Giochi di Salt Lake City. Risultato non indimenticabile, arrivò 24esimo, ma l’importante dovrebbe essere partecipare.

Poi è diventato un’ombra. Sparito nel nulla. Forse è in Messico, in Honduras, in Guatemala. È considerato il "più grande distributore di cocaina" in Canada, "leader di un'impresa criminale transnazionale", così lo definisce il procuratore generale Pam Bondi. Funzionari statunitensi hanno paragonato Wedding al narcotrafficante messicano "El Chapo" Guzman e al colombiano Pablo Escobar.