L’Italia prepara una misura che potrebbe finire nella legge di bilancio e che è destinata a incidere sulle abitudini d’acquisto online: la cosiddetta “tassa Temu”, un prelievo da 2 euro sui pacchi sotto i 2 kg provenienti da paesi extra-UE. Un’ipotesi che arriva mentre l’Ecofin ha anticipato la fine della franchigia dei dazi sotto i 150 euro, una riforma sostenuta da diversi ministri dell’Economia come necessaria nel contrasto alla concorrenza sleale. Secondo Bruxelles, nel 2024 il 91% dei piccoli pacchi diretti nell’UE proveniva infatti dalla Cina. Per Confindustria Moda, le spedizioni “non tassate fino a 150 euro” che “entrano nelle nostre case come cavallette silenziose” rappresentano una minaccia per la filiera.

Sotto attacco dall’ultra fast fashion, la moda italiana difende la sostenibilità

Le associazioni dei consumatori temono però ricadute dirette sugli utenti, che invece fanno ricorso a queste piattaforme spesso saltando una serie di intermediari e acquistando merci che comunque troverebbero in molti esercizi.

Intanto la Mappa 2025 dei marketplace tracciata da Yocabe - la piattaforma intelligente che aiuta i brand a vendere sui marketplace fondata da Vito Perrone, Lorenzo Ciglioni e Andrea Mariotti - fotografa un settore in espansione: l’e-commerce mondiale supera i 6,5 trilioni di dollari, con una crescita annua del 10-12%.