«Noi non veniamo dimensionati, al massimo "mangiamo" loro». È l'insolito messaggio mandato da Liliana Gilli, preside del Galileo, uscito da una cerchia ristretta di destinatari. Il riferimento è all'accorpamento del liceo Michelangiolo al "rivale" Galileo. La metafora di Gilli è figlia di un «atteggiamento a mio parere non corretto» attribuito ai referenti del Michelangiolo in occasione dell'evento "Le scuole si presentano", sabato scorso, con successivo duro confronto fra la dirigente del Galileo e la collega del "Miche", Federica Gambogi,
«Ho litigato con la preside del Michelangiolo» racconta Gilli nel messaggio, invitando tutti i destinatari a ristabilire la verità. L'accusa sarebbe quella di aver riferito informazioni volutamente sbagliate ai visitatori dello stand del Michelangiolo per convincerli a scegliere l'istituto di via della Colonna «facendo finta che le due scuole siano dimensionate». E lì, poi, la metafora che rimanda alla spietata legge della natura: è il grande che mangia il piccolo. «Parole forti - spiega Gilli, al telefono - ma ho reagito a chi diceva che il Michelangiolo e il Galileo sono la stessa cosa. Il dato certo è che siamo due licei classici, io sono la referente toscana per i licei classici e come tale devo pensare al bene della scuola. Ho parlato al telefono con la collega, mi ha risposto che non era stata lei a dire quelle cose e non ne è responsabile. Ne ho preso atto. Ora invito tutti a rasserenarci».







