L'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen presenta White, un progetto fotografico di Stefano Amantini, iniziato nell'inverno del 2009, nell'anno in cui le Dolomiti sono state dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.
White esplora le scene invernali delle Dolomiti, la splendida catena montuosa del Trentino-Alto Adige, dove le abbondanti nevicate creano un senso di isolamento ed evocano sensazioni contrastanti di forza e fragilità.
Come spiega lo scrittore e giornalista Paolo Paci nell'introduzione alla mostra: "Il senso di forza proviene dalle cime innevate, dalle creste ricoperte di bianco e dalle vaste foreste, dove l'uomo appare come un semplice punto in uno spazio immenso, la cui presenza scompare di fronte alla grandiosità della montagna.
Eppure, anche piccole tracce della civiltà moderna - come un palo visibile attraverso la nebbia o un traliccio che si erge sulla valle - evidenziano la fragilità di questo ambiente.
L'industria turistica, che ha domato la montagna, ha introdotto elementi artificiali: strade, stazioni sciistiche, rifugi e il rumore delle folle." Le fotografie - che fanno parte della collezione permanente della Tethys Gallery - ritraggono abeti coperti di neve, larici spogli e piccoli sciatori che sembrano quasi fatti di cartone contro una coperta bianca. Le funivie appaiono come silhouette contro un cielo grigio, mentre enormi pareti di roccia, coperte di neve, emergono dalla nebbia. Queste sono le Dolomiti nella loro forma più pura, total white, interpretate da Stefano Amantini. Il risultato è un sogno ad occhi aperti che allo stesso tempo offre una riflessione lucida sulla trasformazione contemporanea delle montagne: un mondo che è diventato un parco giochi per adulti, ma che conserva ancora un'innocenza che richiama i ricordi d'infanzia.






