Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 18:27

Bruxelles deve fare di nuovo i conti con quello che rischia di trasformarsi nell’ultimo scandalo sulle nomine ai vertici delle istituzioni Ue. E questa volta oggetto di critiche è chi su queste pratiche dovrebbe vigilare, l’Ombudsman Ue Teresa Anjinho, entrata in carica meno di un anno fa in quota Partito Popolare Europeo. La mediatrice europea portoghese, che dovrebbe vigilare sul corretto svolgimento delle procedure, comprese quelle di assunzione, ha deciso di nominare il suo ex capo di gabinetto, l’avvocato greco Lampros Papadias, come segretario generale, la più alta carica del servizio civile del suo ufficio, con uno stipendio da 20mila euro al mese.

La comunicazione ufficiale è arrivata, come riporta Euractiv, il 30 ottobre scorso con un’email diretta al personale del suo ufficio. È stata Anjinho in persona a presiedere la commissione di selezione e a condurre i colloqui con i candidati. Ed è lei ad avere autorità di nomina definitiva per il posto. “Si è trattato di una procedura aperta che ha portato a candidature eccellenti. Dopo un processo di selezione approfondito, è stato scelto il candidato migliore – ha dichiarato un portavoce dell’Ombudsman – La commissione di selezione ha scelto il candidato in base al merito, alle qualifiche e all’eccellenza dimostrata durante il rigoroso processo di selezione”.