Sarà «presumibilmente segnalato» da Fratelli d’Italia l’emendamento che prevede che «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato, in nome del Popolo italiano». A sottolinearlo il relatore alla manovra e capogruppo di FdI in commissione Guido Quintino Liris, interpellato su questo punto a margine dei lavori della commissione Bilancio. Liris osserva che, tra l’altro, «si tratta di un emendamento firmato dal capogruppo Malan». «Se non lo segnalano loro chiedo di segnalarlo io», dice il senatore della Lega Claudio Borghi, da sempre sostenitore di una misura in questo senso.

Pd segnala su digital tax, PagoPa e definanziamento Ponte Stretto

Il Pd ha segnalato 70 emendamenti alla manovra. Secondo quanto si apprende, tra le proposte ce ne sono due a firma Nicita che prevedono uno il definanziamento del Ponte sullo Stretto di Messina e la restituzione dei quasi 4 miliardi dei Fondi di Sviluppo e Coesione alla Calabria e alla Sicilia e un altro l’introduzione della digital tax. Viene segnalato un emendamento a firma Tajani che propone il taglio dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% con la soglia a 60mila; un altro a firma Basso che prevede l’eliminazione delle commissioni per i pagamenti effettuati tramite la piattaforma PagoPa. Inoltre, a firma Misiani, viene segnalato dal Pd anche un emendamento che prevede il divieto per banche e assicurazioni di riversare sui clienti eventuali costi affrontati derivati dagli aumenti delle tassazioni previsti dalla legge di Bilancio. Tra i 16 emendamenti unitari delle opposizioni, viene confermato, tra i segnalati, quello a firma Boccia che introduce il salario minimo.