Gli amici si scelgono, i parenti no. Un’ovvietà a cui, probabilmente, di fronte alle tante boutade del fratello almeno una volta avrà pensato anche Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato dei salviniani e leader della Lega Lombarda. Uno che nel corso della sua (lunga) carriera politica – da amministratore locale in Brianza a capogruppo al Pirellone, fino a numero uno dei senatori leghisti a Palazzo Madama e adesso alfiere di quel ‘prima il Nord’ che tira le orecchia al Capitano da dentro il partito – ha fatto delle parole accorte un marchio di fabbrica, anche quando deve ricordare al suo segretario federale che la Lega non può perdere la Lombardia, in barba all’accordo siglato con FdI che vorrebbe, per il Pirellone, un candidato meloniano nel 2028.

Ed ecco, allora, che la sua reazione alla volontà del fratello Filippo di candidarsi a sindaco di Milano – Filippo Romeo in arte Filippo Champagne, amico di Davide Lacerenza, assiduo frequentatore della (ormai fu) Gintoneria e in generale della vita notturna milanese e lombarda, re dei social all’insegna di provocazione ed eccessi – è ancor di più degna di nota: intervistato ai microfoni di ‘Un Giorno da Pecora’ su Rai Radio 1, Massimiliano Romeo si lascia andare anche lui a una battuta, “con l’aperitivo di cittadinanza riuscirebbe a recuperare del consenso”, commenta. Per aggiungere sul fratello, subito dopo, una constatazione, “cosa volete che vi dica, lui è così, è un po’ estroverso, io sono un po’ più moderato”. Della serie, a buon intenditor, poche parole.