Èopinione condivisa che la facilità d’accesso all’informazione digitale e la tendenza all’aggiornamento attraverso i social sia il terreno più fertile per la propagazione della disinformazione. Questo perché gli algoritmi che aggiornano quotidianamente i feed delle piattaforme social, ma anche le pagine degli aggregatori di notizie, non sono in grado di fornire garanzie in termini di qualità e veridicità dell’informazione.

Quando poi la disinformazione è costruita ad arte per manipolare l’opinione pubblica, come è successo con il caso storico più eclatante, la Brexit, le conseguenze possono essere significative. L’intelligenza artificiale ha ulteriormente amplificato i rischi.

La generazione automatica di testi, immagini, video e audio deepfake permette di produrre contenuti falsi in modo sempre più rapido e convincente. Allo stesso tempo, bot e agenti automatici possono orchestrare attività coordinate che simulano la presenza di consenso popolare, facilitando quella che viene definita “creazione artificiale di consenso”.

È in quest’ambito che si sono concentrati gli sforzi dello Spoke 2, uno dei dieci realizzati dalla Fondazione SERICS e collocati all’interno del Partenariato Esteso (PE) 14 - SERICS (Security and Rights in the CyberSpace), che ha visto la Fondazione come soggetto attuatore, e inserito all’interno della Missione 4 “Istruzione e Ricerca” del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.